Maya. Un deficit di Cannabinoidi?
Maya. Un deficit di Cannabinoidi?

Non è possibile effettuare un cambiamento fondamentale senza una certa dose di follia, di non conformità: il coraggio di voltare le spalle alle vecchie formule, il coraggio di inventare il futuro. Voglio essere uno di quei pazzi. Dobbiamo avere il coraggio di inventare il futuro.” Thomas Sankara Assassinato dal “potere” 30 anni fa.

Vivendo in un paese asiatico il cognome di questo personaggio mi ha fatto rizzare le antenne. In maniera identica, infatti, si può identificare il dio Shiva, il dio supremo.

Il leader africano voleva cambiare realisticamente il sistema. È stato ucciso. Problema risolto. I consumatori consapevoli di Cannabis che sviluppano idee realistiche per cambiare il sistema. Tacciati come drogati ed emarginati dalla società. Problema risolto, o no?

Ho trovato molto curiosa la similitudine tra il pensiero di Sankara ed il pensiero di tutti gli utilizzatori consapevoli di Cannabis che ho conosciuto. L’assassinio è l’apoteosi dell’impotenza umana. Non si può, però, compiere un genocidio senza che questo passi alla storia. Quando, quindi, le “persone problematiche” sono molte, si preferisce creare un’etichetta, che li escluda dalla considerazione sociale, dalla “normalità” del sistema.

Stiamo assistendo, al giorno d’oggi, ad un nuovo processo proibizionista nei confronti della Cannabis, in sordina, la WHO a Novembre 2017 discuterà se listare o meno il Cannabidiolo (CBD) tra le tabelle dei farmaci psicoattivi.

Mantenere questa pianta sotto strettissimo controllo delle autorità statali e farmaceutiche può essere visto anche come una volontà del “potere” di limitare la stimolazione del sistema endocannabinoide umano. Tale limitazione risulta quantomeno strana, se inserita nel suo contesto reale. Altre sostanze psicotrope, zucchero, caffè, nicotina, tabacco, alcool sono, infatti, “permesse” ed intrise nella cultura di ogni giorno.

Il mio personale pensiero è che, togliendo il THC dalle tabelle degli stupefacenti, facendo tornare, la cannabis, un fattore culturale, si creerebbe uno squilibrio nel “sistema”. Per una semplice ragione. Prerequisito “di esso” è un tono depresso del sistema endocannabinoide dell’uomo. Il sistema della “felicità”. Anandamide la molecola che il nostro corpo produce e che agisce su questo sistema. Beatitudine il suo significato. Sankara si batteva per ottenere la beatitudine del suo popolo, secondo principi logici ed inattaccabili, per questo è stato eliminato come un problema. Secondo me, il principio che ha condotto a questa “decisione” non è molto differente da quello per cui la cannabis è ancora, nonostante tutto, illegale.

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