Canapa, anatomia della pianta
Canapa, anatomia della pianta

Dopo la raccolta si ha una separazione delle parti della pianta, che andranno a costituire prodotti destinati ad innumerevoli utilizzi:

FIBRA (la corteccia)

il principale utilizzo erano i filati: la stoffa di canapa è e si mantiene sterile: negli ospedali ancora oggi le bende per le piaghe da decubito sono di canapa; le pezze di stoffa che si mettevano sotto ai sugheri nelle chiusure delle botti di vino erano di canapa, che non ammuffisce; i vestiti di canapa (speriamo di aver presto anche una produzione italiana) sono traspiranti, freschi d’estate e caldi di inverno, buoni isolanti contro i raggi UV; le corde di canapa sono le uniche resistenti contro la salsedine e, al contrario di quelle di acciaio (di cui hanno la stessa resistenza), non si spezzano con il gelo; la fibra corta (tecnica) viene usata per gli interni ed i cruscotti delle automobili (tedesche, le industrie automobilistiche italiane hanno troppi interessi “nascosti”…) per vernici traspiranti, e ci sono altri utilizzi in progetto.


CANAPULO (la parte legnosa dello stelo)

viene utilizzato in Europa soprattutto per lettiere per animali (dai cavalli ai criceti, in varie pezzature: mantiene le lettiere asciutte, sane e senza odori) e in Italia c’è un boom per il suo utilizzo in edilizia.

Il canapulo delle varietà italiane è più grosso ed ha una migliore consistenza e struttura di quello delle varietà monoiche o provenienti da climi freddi; quindi molto più pregiato.

Una casa con i muri di legno calce e canapa (di uno spessore minimo di 45 cm.) è considerata “passiva” con valori di isolamento, trasmittanza della temperatura esterna, fonoassorbimento e traspirabilità superiori. Anche gli intonaci possono essere realizzati in calce e canapa, e un “cappotto” di questo materiale è l’ideale per il risparmio energetico. Una casa in calce e canapa assorbe CO2 per almeno cent’anni, è antisismica e il canapulo dopo pochi mesi inizia a pietrificare, diventando praticamente eterna (sembra che i blocchi di “pietra” usati per le piramidi siano in realtà un impasto di calce, sabbia (silice) e “fibra vegetale”… comunque la tecnica di costruzione con la canapa si è riscoperta da ponti costruiti dai Celti in Francia). Con un ettaro di canapa si può costruire una casa di circa 100 metri quadrati, con un costo circa pari a quello dei materiali convenzionali (quelli economici…), ma con un grosso guadagno in salute dei costruttori e dei futuri abitanti di quella casa. A questo proposito, in una fiera un geometra ha preso in mano un campione di un pannello isolante in canapa e mi ha detto: “è il primo isolante che posso toccare senza paura di prendermi il cancro” !

Ci sono progetti per l’utilizzo del canapulo come pellet, per l’estrazione della cellulosa, usata già per il filamento delle stampanti 3D e per plastiche varie, come sostituto del grafene, come sostituto della fibra d’amianto (che ha provocato stragi e continua a mietere vittime con il mesotelioma), come integratore del mangime degli erbivori…


Il SEME di canapa

è una miniera di possibilità per la salute. In Italia si fanno da 4 anni alimenti contenenti semi (o parti di semi) di canapa, e siamo i primi nel mondo. Dall’olio alle farine, i semi interi o decorticati, i prodotti da forno, le bevande, le aggiunte di semi a tutti gli alimenti, dai formaggi ai dolci. Il seme di canapa è fonte di salute: lo scorso anno è uscita la notizia che il seme di canapa potrebbe riparare il DNA danneggiato. Il sito che riportava lo studio è stato oscurato…(ho fatto diversi articoli e un libretto sulle proprietà benefiche del seme di canapa, non sto qui a dilungarmi).

Anche nei cosmetici troviamo che il seme di canapa ha grosse possibilità di essere uno dei migliori aiuti per la pelle e i capelli, e tanti produttori di cosmetici stanno utilizzando l’olio di canapa per i loro prodotti. Qualcuno aggiunge anche piccole quantita’ di estratti di canapa industriale in pomate e creme, e questi prodotti sono incredibilmente efficaci per tutti i problemi della pelle e per tanti dolori articolari, da traumi, da reumatismi, artriti o artrosi.


Le INFIORESCENZE della canapa

sono usate in Italia per tisane, come spezie nei cibi e per insaporire bevande (ad es. al posto del luppolo nella birra), per vaporizzazioni. Molti utilizzatori, soprattutto per uso terapeutico, preferiscono le infiorescenze della canapa legale a quelle più forti, ma sicuramente meno equilibrate e con uno spettro di terpeni e cannabinoidi difficilmente così vasto come quello di milioni di individui coltivati al sole. E molti che non avevano mai usato cannabis perché` considerata una “droga” la usano adesso al posto del tabacco: “almeno non mi fa venire il cancro…”.

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