Canapa, la riscoperta
Canapa, la riscoperta

Il parlamento Europeo, negli anni’90 aveva promosso la coltivazione della canapa industriale per poterne utilizzare la fibra come isolante al posto della lana di roccia, riconosciuta come altamente cancerogena.

Da allora si sono sperimentati innumerevoli nuovi ed antichi utilizzi, tutti volti ad un miglioramento dell’impatto sull’ambiente e un miglioramento della salute degli utilizzatori e dei produttori di materiali di canapa.

Lo scorso anno sono stato intervistato da un’associazione di agricoltori, che mi hanno chiesto: “Perché’ coltivi canapa?”. La mia risposta è stata: “perché` non mi avveleno, non avveleno i fruitori dei miei prodotti e non avveleno l’ambiente”! Oltre ad un possibile interessante ritorno economico.”.

Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva chiesto a tutti gli Stati di cambiare le leggi sulla cannabis, perché` i medici potessero utilizzarla di nuovo come aiuto prezioso contro tanti problemi di salute (ricordo che in Italia si può utilizzare cannabis a scopo terapeutico dal 2007 e che qualunque medico iscritto all’ordine la può prescrivere ai propri pazienti in tutti i casi in cui la ritenga utile. A pagamento, sempre; pagata dalla mutua a seconda delle patologie e delle leggi regionali). Le cosiddette “droghe” erano state vietate dalle varie convenzioni internazionali (del 1926, e poi nel1961 e 1972) per motivi di carattere economico/sanitario: avrebbero creato problemi, e spese non necessarie, per le Aziende Sanitarie. Gli Stati hanno chiesto tempo: non si poteva dire: fino ad oggi vi abbiamo preso in giro, ma da adesso le cose stanno diversamente. I cittadini avrebbero pensato (e scoperto!) di essere presi in giro anche su altre cose…

Dal 1998 in Italia si è tornati a coltivare canapa (grazie ai pionieri di Assocanapa), di varietà legalmente ammesse, a basso tenore di THC (l’unica molecola vietata, su almeno 450 presenti, di cui almeno la metà attive).

Da allora abbiamo prodotto, e (ri)scoperto tantissime cose con la canapa. Tutte riconosciute come utili e sane…

Coltivata in pieno campo la canapa, classificata nei testi di agronomia fino alla fine degli anni’70 come “coltura miglioratrice da rinnovo per eccellenza”, promuove il risanamento del terreno migliorandone la struttura, richiedendo un terreno ricco di materiale organico (e quindi di vita!), soffocando le erbacce e allontanando la maggior parte dei parassiti (per quelli presenti esiste la lotta integrata), NON richiedendo antiparassitari, erbicidi, fitofarmaci e veleni vari, richiedendo poche lavorazioni e permettendo raccolti diversificati.

Prima della proibizione, agli ammalati di asma si consigliavano passeggiate mattutine nei campi di canapa, e ai sofferenti di reumatismi si consigliavano immersioni nelle vasche di macero della canapa…

Rilascia una quantità enorme di ossigeno, tanto che se la si utilizza come combustibile alla fine il ciclo di assorbimento CO2/produzione di O è ancora positivo.

Franco Casalone

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