Generalmente Endocannabinoidi
Generalmente Endocannabinoidi

La cannabis è da sempre compagna dell’essere umano sin da quando è comparso sul pianeta. Probabilmente fu una delle primissime piante che utilizzò per cibarsi (i suoi semi si possono mangiare crudi) e probabilmente la prima per utilizzi non alimentari. Da sempre è stata un aiuto per l’essere umano, in tutti i campi: come alimento, come medicina, come fonte primaria di fibra tessile, come fonte primaria di una miriade di materiali, dalla carta a materiali da costruzione, come fonte di energia, come mezzo per espandere la coscienza, come sacramento…

Al contrario della menzogna diffusa dai proibizionisti, che la cannabis brucia il cervello, i cannabinoidi stimolano la neurogenesi (la formazione di nuove cellule neuronali): è possibile che la assunzione di cannabis, che dura da milioni di generazioni, abbia contribuito ad aumentare il volume (e le capacità cognitive) del cervello umano. (vedi “Canapa, non siamo criminali” di Casalone pagg. 301-302 con links per studi specifici; “Cannabis, evolution and ethnobotany” di Clarke e Merlin per un’esposizione completa)

I cannabinoidi sono sostanze prodotte unicamente dalla pianta di cannabis, e, nel corpo umano (ma anche in quello di tutti gli esseri viventi, esclusi gli insetti), ci sono specifici recettori e un sistema (endocannabinoide) estremamente complesso e ramificato in tutto il corpo. Il nostro corpo produce sostanze con un’azione simile a quella dei cannabinoidi, che hanno un’azione regolatrice su tantissime funzioni, un’azione omeostatica regolatrice dei sistemi del corpo. Gli endocannabinoidi sono derivati di acidi grassi poliinsaturi, e vengono prodotti “on demand” dalle cellule (non c’è quindi una produzione in siti particolari ed uno stoccaggio, al contrario di altri mediatori chimici). Ci sono diversi recettori specifici per i cannabinoidi, ma questi si legano anche ad altri, come i recettori vanilloidi (deputati alla modulazione del dolore), interferiscono con quelli oppioidi (diminuendo le dosi necessarie di morfinoidi), ed hanno una miriade di azioni nell’organismo, tante in fase di scoperta, e tante ancora da scoprire.

Un’insufficienza di endocannabinoidi porta a disfunzioni e malattie. Il latte delle madri è ricco di endocannabinoidi, per stimolare il neonato a mangiare; un organismo in crescita è saturo di endocannabinoidi, per compensare le crescite diverse in diverse parti del corpo (è per questo che fino ad una certa età, che coincide con il completamento della crescita fisica, se si usa cannabis si percepiscono ben pochi effetti…). Ma con l’avanzare dell’età il corpo è sottoposto a stress sempre maggiori, la capacità di rigenerazione delle cellule diminuisce, ed è molto probabile che ci si trovi in carenza di endocannabinoidi… lo stesso in situazioni di stress a qualunque età (nel mondo “evoluto” lo stress è continuo): il corpo ha bisogno di più cannabinoidi per compensare le lesioni subite o le disfunzioni dei sistemi. È anche possibile che qualcuno abbia una produzione di endocannabinoidi insufficiente, o che i recettori abbiano problemi. È per questo che è necessario che si possano utilizzare liberamente cannabinoidi, senza restrizioni di sorta!

Si può stimolare una produzione endogena di endocannabinoidi con una dieta a base di olio di oliva e burro di arachidi (l’olivetolo, componente dell’olio di oliva, e l’acido arachidonico, presente nel burro di arachidi, si uniscono per dare luogo ai precursori dei cannabinoidi), ma esagerare con il burro di arachidi non è una buona cosa per la salute…

Franco Casalone

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