La raccolta della canapa
La raccolta della canapa

Nel paese in Himalaya dove ho vissuto per anni, la raccolta (in questo caso della resina, dalle piante di canapa ancora fresche) inizia il 20 del mese di Bhadur (agosto-settembre), che corrisponde al nostro 4-5 di settembre, a seconda degli anni. In questo periodo le piante di canapa/cannabis, nell’emisfero Nord, in condizioni di crescita naturali e non forzate, cominciano a maturare i primi semi. Le infiorescenze si ricoprono di resina, resina ricca di THC, oppure di CBD, oppure di CBG e altri cannabinoidi, a seconda delle varieta’, delle condizioni ambientali, della latitudine, del tempo di raccolta e della quantita’ di raggi solari e di elementi di crescita ricevuti.

Con la maturazione i profumi delle infiorescenze cambiano tutti i giorni, quasi impercettibilmente, diventando sempre piu’ complessi e intensi. Le foglie grandi, alla base dei rami, cominciano ad ingiallire e seccare, lasciando migrare nelle infiorescenze le sostanze accumulate nella fase di crescita (estate). Se presenti, i semi cominciano a gonfiarsi e ad annerirsi, segno che al loro interno c’e’ un embrione fertile, che potra’ diventare una nuova pianta. Se la pianta femmina non e’ stata impollinata si sforzera’ a produrre in fretta il maggior numero possibile di fiori femminili, sperando di riuscire, con tanti pistilli, a catturare qualche grano di polline per continuare la sua progenie; a volte in queste condizioni piante forti e con ancora vigore producono qualche fiore maschile in mezzo alle infiorescenze femminili per autoimpollinarsi (questi semi daranno solo piante femmine, ma qualcuna di loro verso la fine della fioritura produrra’ numerosi fiori maschili, ricordandosi quello che era successo alla loro madre…).

La raccolta della pianta, sia per la resina, che per il seme, che per il canapulo o la corteccia deve avvenire in condizioni di tempo asciutto, con mani, attrezzi o/e macchinari puliti ed efficienti.

La pulizia e le condizioni di salute della pianta sono condizione essenziale per una raccolta positiva. Le piante devono essere cresciute in un ambiente sano, senza agenti inquinanti di aria, acqua, terra, luce. Se le piante sono sane e vengono lavorate in ambienti sani, senza contaminazioni di batteri, muffe, insetti, animali, polveri, sporcizia e comunque ogni tipo di inquinanti, ci permetteranno di godere appieno delle loro proprieta’ : ad es. non posso piantare canapa per bonificare terreni inquinati e poi usare il canapulo come materiale da costruzione: andrei a vivere in una casa con i muri inquinati.

La canapa, se sana, mi permette di vivere in ambienti sani, di vestirmi con tessuti sani, di mangiare cibi migliori per la mia salute, di curarmi in modo piu’efficace e senza effetti collaterali pericolosi, di avere un “vizio” (di cui potrei farne a meno) che mi aiuta a rimanere in buona salute (fisica e mentale) e che mi permette di accettare meglio le brutture e le atrocita’ di un mondo in cui, per colpa del genere umano, e’ sempre piu’ difficile vivere.

E la scelta di avere una canapa sana, spesso porta alla necessita’ di vivere in un ambiente piu’ sano, e alla consapevolezza di dover partecipare ad un opera di risanamento, o perlomeno di cercare di non partecipare piu’ ad un opera di distruzione…

E’ estremamente importante che le piante non siano state trattate con pesticidi, erbicidi, antimuffa, acaricidi; che siano, alla raccolta, esenti da muffe, insetti, polvere, o contaminanti di ogni tipo; che ci sia un ambiente sano dove seccare le nostre piante (se le dobbiamo usare da secche), pulito e senza polveri, con un umidita’ controllata in modo da non sviluppare muffe. L’ambiente di essiccagione non deve superare i 25 gradi centigradi, per non perdere gli aromi e perche’ non evapori completamente tutta l’acqua presente nelle parti verdi (un umidita’ del 12-15% e’ l’ideale per la conservazione delle infiorescenze).

Durante la raccolta isolate immediatamente tutte le piante e le parti di pianta contaminate da qualsiasi agente. Controllate giornalmente lo stato delle piante che stanno seccando e abbiate pazienza. Aspettate almeno 3 settimane prima di toccare di nuovo le vostre piante, ormai secche: la clorofilla avra’ iniziato a degradarsi e molti gusti di “verde” se ne saranno andati.

Durante la pulizia (NON togliete le foglie prima di cominciare l’essiccagione, conserverete meglio gli aromi nelle infiorescenze e le avrete tenute al sicuro da polvere , sfregamenti e perdite di resina per sfregamenti/toccamenti vari) controllate continuamente che non ci siano insetti o muffe presenti nel materiale. Gli ambienti dovranno essere puliti e sterilizzati prima del trasporto al loro interno della cannabis da seccare, devono poter essere ventilati e se e’ il caso riscaldati.

Le infiorescenze saranno abbastanza secche da poter essere riposte in contenitori chiusi per la conservazione quando, piegando un rametto interno all’infiorescenza stessa, questo si spezza e non solo si piega.

Se da autofiorenti, le infiorescenze daranno il meglio entro i primi 6 mesi dalla raccolta (come certi vini , da bere novelli); se da strain regolari sara’ bene aspettare un periodo di almeno 3 mesi, fino a 2 anni; un po’ come per i vini da invecchiamento.

Bom Bholenat

Franco Casalone

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