La fiera delle Vanità
La fiera delle Vanità

Sono stato a Bologna, alla fiera IndicaSativaTrade… (di Franco Casalone)

Nelle passate edizioni il messaggio e’ sempre stato innovativo e “di rottura” con un sistema che continua a prenderci in giro. In cui anche chi non utilizza la cannabis in modo “ludico” (che e’ comunque sempre terapeutico/salutistico) si batteva per la diffusione di tutti i suoi usi, dicendo: “se una legge e’ sbagliata bisogna darsi da fare per cambiarla” (Giraudo – Assocanapa).

In cui c’era una coscienza responsabile di quello che si stava facendo, e di dove si voleva arrivare. In cui erano presenti quelli che si battono da anni per rivalutare il nome della cannabis, coscienti che si, stanno facendo un’attività che permette loro di sopravvivere, ma che questa attività e’ finalizzata ad uno scopo preciso: liberare la nostra amata pianta ed eliminare tutte le menzogne che per tanti anni hanno creato un pregiudizio culturale pesantissimo.

In cui tanti dei presenti/espositori hanno pagato di persona, spesso anche con il carcere (qualcuno, troppi, negli anni bui della Fini-Giovanardi ha anche perso la vita), per difendere un’idea. In cui tanti bisognosi di una cura efficace venivano ad informarsi (correttamente) su quello che per loro può essere di sollievo x tante patologie.

Adesso, accanto ai “pionieri” di tante battaglie, si sono affiancati imprenditori senza scrupoli, che di cannabis non avevano mai sentito parlare, che consideravano fino a ieri gli assuntori di cannabis dei “drogati delinquenti” (e che, in fondo, continuano a pensarlo, ma adesso possono essere anche “clienti”). Gente che vede un miraggio di guadagno facile e veloce con la cosiddetta “canapa light” e che arriva a dire; “speriamo che tutto questo mercato venga preso in mano dai monopoli, cosi’ avremo meno problemi”…

MA NON AVETE CAPITO UN CAZZO!!!

Non avete capito cosa stiamo dicendo da anni e non avete capito perche’ sono nate le fiere della cannabis.

Non avete capito che cosi’ continuano a prenderci in giro. Ma purtroppo il messaggio e’: ti prendo in giro ma se sei capace a prendermi in giro anche tu, ti lascio lavorare… Ma io, e tutti quelli che hanno lottato tanti anni per la cannabis, non vogliamo essere presi o prendere in giro. Tanti, troppi, hanno avuto la vita rovinata per essere stati presi in giro con menzogne su questa pianta. E, come ho detto tante volte, la presa in giro sulla cannabis e’ un esempio di come ci prendano in giro su tutto: quello che ci obbligano a mangiare, come ci vestiamo, dove abitiamo, come ci muoviamo, come lavoriamo, quello che ci obbligano ad usare, come comunichiamo… e la cannabis può aiutare ad aprire gli occhi.

Ma per poter aprire gli occhi non bisogna lasciarsi attrarre dalle lucine colorate, dove ti dicono “la mia ha un CBD piu’ alto e dunque e’ migliore…il CBD e’ la miglior medicina… abbiamo eliminato del tutto quel cattivone del THC…”

NON AVETE CAPITO UN CAZZO e lo dite solo per vendere di piu’.

A proposito della cannabis medicinale e dei messaggi sentiti: il CBD e’ si un buon medicinale, ma solo se abbinato agli altri cannabinoidi in fitocomplesso, non separato e poi riunito (gli estratti a CO2 valgono poco…). Da solo il CBD e’ un leggero anti-infiammatorio e un miorilassante. E’ il fitocomplesso (con differenti proporzioni di cannabinoidi, terpeni e flavonoidi per diverse patologie e diversi metabolismi) che ha una potente azione terapeutica.

Sempre sulla cannabis medicinale, mi sembra la piu’ importante da parlarne, ho sentito dire che la canapa industriale non puo’ essere considerata medicinale… signori, la canapa e’ UNA, e diventa di possibile azione medicinale quando viene rispettata, coltivata senza veleni e utilizzata solo se sana, esente da contaminanti di ogni specie.

Purtroppo, la cannabis che ci viene proposta come medicinale, introvabile per volonta’ ipocrite e proibizioniste:

  • non viene coltivata in maniera sana: nata e cresciuta in idroponica (o addirittura in aeroponica: le radici del Bedrocan non hanno la corteccia, e se manca qualcosa sotto manchera’ qualcosa anche sopra),
  • in cubetti di lana di roccia (cancerogena x chi la usa o ne viene a contatto. Ne ritroveremo tracce nella pianta…),
  • nutrita con concimi chimici chelati (bella porcheria, ci ritroveremo anche questi), sterilizzata ai raggi gamma (nessuno ha mai testato le 600 sostanze attive della cannabis, cosa diventano se sottoposte ai raggi gamma…).

Io non voglio questa cannabis come medicina! Voglio un prodotto sano, coltivato al sole, all’aria aperta, bagnata dalla pioggia. Che cresca lontano da insediamenti industriali, in terreni incontaminati, nutrita con fertilizzanti organici, coltivata con amore e con l’intento di aiutare a crescere una pianta che mi farà stare bene e farà star bene quelli che la useranno.

La cannabis e’ una pianta che risponde molto all’ “intento”: se l’intento e’ solo quello di far soldi o di mantenere un monopolio, non avrà lo stesso effetto…

E voglio il diritto di coltivarmi quella che per me considero la mia miglior medicina, alta o bassa di cannabinoidi vari!

E, ricordatevi, e’ il THC (e anche il suo omologo THCV) che stimola la rigenerazione dei neuroni del cervello…

Tanti auguri a tutti

Franco Casalone
“il Canapaio”
Vicepresidente TARA APS

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