Più che un progetto è un sogno

Mission

Esercitare la compassione e l’empatia nei confronti dell’essere umano in generale, cominciando da ciò che conosciamo meglio, per esperienza di vita.
La relazione tra la pianta di Cannabis e l’uomo.

TARA

Associazione di Promozione Sociale

CF: 90181920274
IBAN: IT53-N033-5901-6001-0000-1586-46
Sede Legale: via Mestrina 6, Mestre-Venezia, c/o Lab. Fagherazzi

La compassione è alla base della moralità

OM TARE TUTTARE TURE SVAHA

L’idea che ha fatto nascere quest’associazione è più assimilabile all’immanente (a tratti trascendente) volontà di rendere concreta una necessità, più che ad un moto invettivo personale dei soci fondatori, paragonabili più a meri veicoli di tale volontà.

Le esperienze di vita di ognuno di essi, infatti, sono confluite nel riconoscimento di “un vuoto” che accomuna le loro percezioni, sorprendentemente simili, del mondo moderno.

Un mondo regolamentato da un sistema che fomenta la competizione, che predilige l’individualità alla collettività, che limita le libertà personali in nome della ricerca di un’imposta “sicurezza sociale”, che ricerca la quantità piuttosto che la qualità, che tenta di “proteggere” dalle sofferenze ogni singola piccola fazione, ignorando se quelle stesse sofferenze che si tentano di evitare si stiano ripercuotendo su altri esseri umani, simili a noi, ma senza la fortuna di essere nati nel nostro “gruppo sociale”, etc etc.



La compassione, dal latino cum patior – soffro con – e dal greco συμ πἀθεια, – sym patheia – “simpatia”, provare emozioni con, è un sentimento per il quale un individuo percepisce emozionalmente la sofferenza altrui desiderando di alleviarla. Si parla di una comunione intima e difficilissima con un dolore che non nasce come proprio, ma che, se percorsa, porta ad un’unità ben più profonda e pura di ogni altro sentimento che leghi gli umani. E’ la manifestazione di un tipo di amore incondizionato che strutturalmente non può chiedere niente in cambio.

L’ideale dell’associazione vuole, appunto, incarnare questa concezione, un amore gratuito, incondizionato, senza pretese, che si basi sul riconoscimento del valore vero di ciò che ci circonda. Vogliamo partire da una totale rivalorizzazione della Terra e delle Antiche Tradizioni che da sempre ne hanno guidato la “trasformazione” avvenuta ad opera della specie umana.

L’unione tra lo sviluppo tecnologico del mondo moderno e la rivalutazione degli antichi principi, può condurre alla creazione di una realtà differente e parallela a quella attuale. Un’opportunità di scelta, per tutti coloro che, come i soci fondatori, hanno una sincera domanda nel cuore e che, altrettanto sinceramente, cercano di darvi risposta. Privi di pregiudizio, privi di preconcetto, privi di condizionamento, mossi esclusivamente da quella “Compassione” che, siamo certi, stia essa stessa, trasformando, ancora una volta, l’apparente realtà in cui viviamo.

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Franco Casalone
vicepresidente Tara

Persone, dietro le cose

OM TARE TUTTARE TURE SVAHA

Dr. Simone Fagherazzi

Dr. Simone Fagherazzi


Medico chirurgo, laureato a Padova nel 2013 con tesi in ambito ginecologico. Attualmente vive in Nepal per ricerca.

Dr.ssa Tania Re

Dr.ssa Tania Re


Psicologa, ricercatrice di fama internazionale sugli stati di coscienza dell’uomo, culture tradizionali e innovazione.

Martina Fagherazzi

Martina Fagherazzi


Studente in osteopatia alla scuola di Bologna. Giovane e vivace sguardo di innovazione per una medicina obsoleta.

Franco Casalone

Franco Casalone


Più comunemente conosciuto come il guru italiano della Cannabis ha speso in India molto tempo della sua vita.

Galeno

Galeno


Modello associativo di esempio di vita, lontano dallo sfrenato consumismo. Galeno non appartiene o fa, lui, semplicemente, è.

Dr. Enrico Caiolo

Dr. Enrico Caiolo


Architetto, laureato all’Università di Torino con tesi sull’utilizzo della Calce Canapa per la ricostruzione del Nepal.

Roberta Pavanello

Roberta Pavanello


Per anni ha lavorato per Banca Intesa. Ad oggi in pensione si dedica al prossimo, è non udente dalla nascita.

Claudio Turin

Claudio Turin


Solerte lavoratore e amico di Franco Casalone da una vita condivide il sogno di una vita più “semplice”.

Dr. Alberto Stoppa

Dr. Alberto Stoppa


Laureato in sociologia. Tra gli storici fondatori del Medical Cannabis Club Torino, ad oggi ricercatore spirituale indipendente.

Tara la dea della compassione

OM TARE TUTTARE TURE SVAHA


Tārā, letteralmente in sanscrito significa “Stella” è un bodhisattva femminile – dal sanscrito: बोधिसत्त्व bodhi-sattva “esistenza illuminata” – del Buddhismo tibetano.

Rappresenta l’attività compassionevole (in sanscrito: karuna) e la conoscenza dell’intrinseca vacuità di ogni dualismo (prajñāpāramitā). Con Tārā si intendono numerose diverse emanazioni e forme che identificano diversi aspetti della vita umana, che l’esistenza femminile illuminata ha incarnato, metaforicamente, durante la sua esistenza.

Secondo le Cronache Tibetane, la prima comparsa di Tara in Tibet è dovuta alla principessa Nepalese Tritsun, figlia di Amsurvarman e moglie del re Songtsen Gampo (569-650), che ne porta una statua in legno di sandalo con sé.

Tārā è ricordata attraverso l’utilizzo di un Mantra, una combinazione di suoni che viene ripetuta in serie numerologiche ordinate (108 ripetizioni la più utilizzata). La sua traslitterazione è “Om tare tuttare ture swaha”. Il significato che queste parole hanno, al di la del loro suono, è: “Mi prostro al Liberatore, oh Madre di tutte coloro che sono Vittoriose

È considerata una emanazione di Avalokiteśvara (il bodhisattva della “grande compassione” in un’altra scuola di buddismo, il Mahayana). Questa “esistenza illuminata”, visualizzati i mondi più bassi in cui il ciclo delle rinascite porta gli esseri, mosso a compassione e deciso di dedicarsi alla salvezza di tutti, versò delle lacrime. Da queste si formò un lago in cui nacque un fiore di loto al cui centro si trovava Tārā.

In un’altra leggenda si narra che Tārā, in una sua antichissima manifestazione (Luna della Consapevolezza Primordiale), avvicinata da dei monaci, si sentì dire che avrebbe dovuto mirare a una rinascita come maschio, per poi raggiunge l’illuminazione. Prontamente, ribatté che l’essere di sesso femminile era una barriera per raggiungere l’illuminazione solo per gli ottusi che ancora illuminati non erano.

Prese quindi la decisione di rinascere come bodhisattva femminile fino a che il Saṃsāra non si fosse svuotato.

Pancha Mahabhuta, i cinque grandi elementi

OM TARE TUTTARE TURE SVAHA

Nel pensiero classico, i quattro Elementi sono stati proposti da Empedocle ed erano Terra, Acqua, Aria, Fuoco. Fu Aristotele ad aggiungere il quinto Elemento, l’Etere. Chiamato poi Akasha in India e Quintessenza in Europa.

Il concetto dei cinque elementi si riscontra nello studio delle filosofie sia Induiste che Buddiste. Nell’induismo, particolarmente, viene descritto come la “materia” sia caratterizzata solo da quattro dei cinque elementi e che l’ultimo completi la descrizione del “tutto”, considerando anche ciò che non è visibile nel mondo materiale ma che è percepibile esperienzialmente.

Vorrei dettagliare meglio questo pensiero: la filisofia dei 5 elementi è riscontrata nei sacri libri indiani, i Veda, specialmente l’Ayourveda, quello in cui ci si occupa del benessere armonico della vita. Ci si riferisce ai 5 elementi come i Pancha Mahabuta e questi, secondo la teoria, costituiscono tutto l’insieme della creazione, Essere Umano compreso. Alla nostra morte ciò che siamo si dissolve in questi 5 elementi ristabilendo così “l’equilibrio cosmico”.

I 5 Elementi sono associati ai 5 sensi del corpo umano i quali agiscono come mediatori delle interazioni del nostro corpo fisico nel mondo in cui viviamo. L’elemento più basso, la terra, può essere veicolata da tutti e 5 i sensi. L’Acqua, seconda in lista, non ha odore ma può essere esperita attraverso tutti gli altri 4 sensi. Successivamente viene il fuoco che non ha né odore né gusto. Ultimo viene l’aria che può essere solo udita e percepita. L’Akasha, il quinto elemento, l’etere, va al di la di tutti e 4 i sensi materiali e può essere percepito da quello che viene definito un “ascolto introspettivo”, volgarmente, “meditazione”.

Quando mi sono approcciato allo studio del Sistema Endocannabinoide mi sono trovato a dover operare con strumenti inadatti. Il progresso della scienza ha fatto passi da gigante, vige, al giorno d’oggi, una “visione molecolare” della medicina dove ad ogni problema si deve continuare a cercarne la causa, anche irrazionalmente, perseguendo un illusione di un intervento mirato e quindi controllabile in ogni suo singolo particolare. Onesto, ed in alcuni casi funziona. Come accennavo all’inizio, purtroppo, questo non è il caso del sistema endocannabinoide.

Negli ultimi 30 anni, infatti, ci siamo trovati di fronte ad un sistema fisiologico dapprima totalmente sconosciuto e che ha una vastità inimmaginata. Una fisiologia molto importante che non è ancora trattata in nessuna università medica del mondo. Tale rifiuto ideologico contrasta con la diffusione scientifica e con i potenziali benefici sulla salute riportati dai pazienti.

La presenza di questo sistema pressochè ovunque nel nostro organismo lo rende estremamente importante per il benessere e l’equilibrio di ognuno di noi.

Nell’ultimo secolo abbiamo assistito all’insorgenza di nuove condizioni di vita, mai sperimentate prima dall’essere umano. Tali condizioni hanno portato, negli organismi predisposti, all’insorgenza di patologie dovute a Sindromi da deficienza del Sistema Endocannabinoide. Il Prof. Russo, infatti, ha coniato questo termine a spiegazione di molte eziologie “idiopatiche” ad oggi ancora presenti nella pratica medica.

Questo non è un progetto a breve termine, è un progetto di ricerca per la vita, soprattutto la mia. Dal momento che ho la ferma convinzione che una tale visione possa fornire un punto di vista scientificamente interessante e meritevole di approfondimento, vorrei veramente “dargli una chanche”.


Articolo per SALUTE PLUS
del Dr. Simone Fagherazzi
Presidente TARA

FORMATO DA 5 elementi

Nel blog indica: LA MEDICINA


Il fuoco è un elemento che ha assunto spesso un’importanza simbolica per numerose religioni e tradizioni culturali, oltre ad essere stato fondamentale per lo sviluppo della civiltà. Ha dato origine a varie forme di pensiero nel corso della storia. Il fuoco è il primo dei quattro elementi fondamentali secondo le cosmogonie occidentali e le tradizioni sapienziali dell’antichità.

Era comunemente ritenuto sinonimo di energia, grinta e passione. In alchimia il fuoco è associato al numero 1, in quanto simbolo dell’Unità da cui hanno avuto origine gli altri tre elementi per successive condensazioni: esprime perciò attività, creatività, ed espansività, incarnando il polo positivo. Identificabile con tutto ciò che arde e riscalda, anche metaforicamente, il fuoco consentiva secondo gli alchimisti di dare luogo allo zolfo dei filosofi se abbinato all’aria, oppure al sale se abbinato alla terra.

Nel blog indica: LA MENTE UMANA


L’acqua è un elemento ritenuto importante pressoché universalmente dai vari popoli della terra, e ha dato origine a numerose tradizioni spirituali. L’acqua è uno dei quattro elementi fondamentali secondo le cosmogonie occidentali e le tradizioni ermetiche-sapienziali dell’antichità. Ad essa venivano comunemente assegnate le qualità dell’emozione, dell’intuizione, dell’adattabilità.

In alchimia l’elemento acqua è associato al numero 2, in quanto simbolo di polarità in antitesi all’unità rappresentata dal fuoco: come quest’ultimo esprime creatività, espansività e addizione, l’acqua al contrario è indice di passività e sottrazione. Identificabile con tutto quel che è liquido e fluisce, anche metaforicamente, l’acqua era assimilata al mercurio dei filosofi, in particolare se abbinata all’aria.

Nel blog indica: LA SOCIETA’ ORGANIZZATA


L’aria è un elemento al quale sono state spesso attribuite le proprietà dello spirito e della purezza. La sua importanza, per numerose tradizioni di pensiero, consisteva nel permettere di respirare e quindi, consentendo la vita, nell’infondere l’anima.

L’aria è il terzo dei quattro elementi fondamentali secondo le cosmogonie occidentali e le tradizioni sapienziali dell’antichità. Era comunemente ritenuta sinonimo di fantasia, immaginazione, spiritualità,

In alchimia l’aria è associata al triangolo e al numero 3, in quanto mediatrice tra il fuoco e l’acqua, punto di equilibrio tra principi contrapposti e quindi simbolo di neutralità tra attivo e passivo, positivo e negativo. Principio metaforico di elevazione, l’aria secondo gli alchimisti consente di dare luogo allo zolfo dei filosofi se abbinata al fuoco, oppure al mercurio se abbinata all’acqua.

Nel blog indica: LA CURA DELLA TERRA


La terra, dimora e luogo d’origine dell’umanità, è stata spesso venerata come un elemento simbolico, dotato di una propria valenza spirituale, da diverse tradizioni di pensiero. La terra è l’ultimo, in ordine di sequenza, dei quattro elementi fondamentali secondo le cosmogonie occidentali e le tradizioni sapienziali dell’antichità. Era comunemente associata alla praticità, all’approccio materialista, e alla moderazione, era anche attinente agli aspetti fisici e sensuali della vita.

In alchimia la terra è associata al numero 4, laddove i tre elementi precedenti, il fuoco creatore, l’acqua su cui si esercita l’atto del creare, e l’aria che stabilizza l’equilibrio del creato, si ripresentano mescolati insieme su un altro livello, il quale costituisce dunque il risultato finale della creazione ma anche un nuovo inizio. Identificabile con tutto ciò che è solido e oppone resistenza, anche metaforicamente, la terra, secondo gli alchimisti, consente di dare luogo al sale dei filosofi se abbinata al fuoco.

Nel blog indica: LO SPIRITO


L’etere è sinonimo di quintessenza, era un elemento che secondo Aristotele si andava a sommare agli altri quattro già noti: il fuoco, l’acqua, la terra, l’aria. Oggetto di indagine spirituale da parte di diverse tradizioni filosofiche ed esoteriche, l’etere sarebbe secondo gli alchimisti il composto principale della pietra filosofale.

Aristotele ne diede una trattazione sistematica, rimasta prevalente in Occidente, sostenendo che l’etere costituiva l’essenza del mondo celeste, e distinguendolo così dalle quattro essenze (o elementi) di cui riteneva composto il mondo terrestre, stratificato dall’alto in basso in fuocoariaacqua ed infine terra. Aristotele riteneva che l’etere fosse eterno, immutabile, senza peso e trasparente.

OM TARE TUTTARE TURE SVAHA

Come un individuo getta degli abiti logori per indossare nuovi vestiti,
così l’anima incarnata abbandona le dimore corporee rovinate
per entrare in altre nuove.
Rimanendo equanime nella felicità e nel dolore,
nel guadagno e nella perdita, nella vittoria e nella sconfitta,
affronta la battaglia della vita.
Tu hai diritto soltanto all’azione, e mai ai frutti che derivano dalle azioni.
Non considerarti il produttore dei frutti delle tue azioni,
non permettere a te stesso d’essere attaccato all’inattività.”

Bhaghavag Gita

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