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Leggi e Regole

In questa sezione abbiamo cercato di rispondere, nella maniera più esaustiva possibile, alle domande di interesse generale. Quelle domande che ognuno si pone all’inizio dello studio di questa complessa materia: “il diritto all’accesso ad una pianta, quella di Cannabis Sativa L. nello specifico”.

Utilizzare qualcosa come terapia significa seguire i consigli di un medico che in scienza e coscienza ha raccomandato un certo trattamento ad un paziente a seguito di un ragionamento clinico e fisiopatologico. Non ci sono limiti nelle possibilità di prescrizione e di certificazione di un medico al patto che queste decisioni siano supportate da letteratura scientifica e che il medico sia disposto ad assumersi le responsabilità del trattamento che consiglia. L’unica modalità attraverso cui si può attestare l’utilizzo della pianta di Cannabis Sativa L. è una certificazione, dato che le ricette, per motivi di privacy, devono essere anonime ed il medico deve esibire i suoi personali registri di corrispondenza solo su richiesta motivata dalle autorità competenti.

Il reato che viene a configurarsi è quello di coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio. Tale capo di imputazione dipende dalle quantità ritrovate in possesso di ciascuno e, negli ultimi anni, con il crescere del fenomeno sociale Cannabis si sta moltiplicando la giurisprudenza che finemente discrimina tra le condotte e, laddove esse siano chiaramente dimostrabili rientrare nella sfera personale (ancora di più quella terapeutica) vengono giudicate come non punibili. Attualmente infrangere la legge 309/90 comporta una pena di reclusione da 2 a 6 anni e una multa da euro 5.164 a euro 77.468.

Lo stesso testo unico degli stupefacenti identifica una sanzione anche per questo tipo di condotta, nell’articolo 73 (laddove i quantitativi non permettano alle FFOO di contestare il reato di spaccio). Sebbene tale infrazione rientri nelle sanzioni amministrative (non è prevista la restrizione di libertà) può comportare la sospensione del passaporto o della patente e il reo viene indirizzato a servizi di rieducazione. Nel caso specifico di un paziente che porta con se la sua terapia, la situazione legislativa è ancora poco chiara e il riscontro di reato o meno dipende molto dalle FFOO coinvolte. Avere certificazioni e ricette è una documentazione necessaria ma non sempre sufficiente per evitare la contestazione di reato.

Nel caso si stia effettuando una disobbedienza civile consapevole e venga contestato il reato di produzione di sostanza stupefacente si consiglia di collaborare il più possibile con le forze dell’ordine al fine di renderli consapevoli che l’utilizzo è esclusivamente personale e non finalizzato alla vendita per spaccio. Si deve far attenzione che tutto venga debitamente e leggibilmente trascritto sul verbale di perquisizione o di riscontro di reato e se si riscontrano delle inesattezze si può esercitare il diritto di rifiutare di firmare il verbale perché non corrispondente alla propria versione. Anche la firma dell’ufficiale in carico del riscontro di reato è fondamentale per validare la pratica burocratica.

La guida è interdetta quando si è in terapia con farmaci che agiscono sulla coscienza dell’individuo.

Vale per la Cannabis come vale per molti altri farmaci a cui non prestiamo minimamente attenzione. Al giorno d’oggi la questione è molto dibattuta. Alcuni pazienti sono eroicamente riusciti ad ottenere un permesso di guida nonostante la loro terapia. Altri stanno affrontando lunghe peripezie giudiziarie per veder riconosciuto questo loro diritto.

La risposta è si, ma solo per alcune indicazioni patolgiche. Il ministero della salute ha varato un decreto nel novembre del 2017 in cui si può trovare questa lista. Ad oggi l’iter per ottenere il rimborso è quello di sottoporsi ad una vista specialistica (meglio se presso un terapista del dolore) al termine della quale il medico valuterà se ritenere necessaria l’istituzione di un piano terapeutico. Tramite questo riconoscimento si può avere la Cannabis Terapeutica gratuita in erogazione dalla farmacia ospedaliera.

Fondamentalmente l’unica cosa che si può fare se non si trova la pianta in farmacia è aspettare fino a che questa non se ne rifornisca. Tutte le altre soluzioni sono ad oggi considerate al di la dei confini della legge e quindi, consigliarle o anche solo parlarne potrebbe configurare il reato di induzione a delinquere cosa che la nostra associazione evita accuratamente di fare. Posso però unirmi a quelle associazioni che stanno portando avanti procedimenti di diffida legale nei confronti del governo appellandosi all’articolo 32 della costituzione che protegge e sancisce il diritto alla salute.

Nel caso tu sia un paziente con documentazione ti consigliamo di seguire i consigli della domanda “come comportarsi in caso di riscontro di reato da parte delle FFOO” e, successivamente scrivere una mail sia al ministero della salute sia a quello della giustizia per informarli della lesione del diritto che state subendo. Fatevi aiutare dal vostro avvocato di fiducia e, se non ne avete uno, contattateci per info dettagliate sull’assistenza legale.

Generalmente questa tipologia di esami deve essere richiesta per un serio motivo. Questo può riguardare dei controlli in ambiente lavorativo generalmente quando la mansione da svolgere è guidare un mezzo di qualsiasi natura o quando appunto si stia guidando il proprio veicolo personale e si debba essere sottoposti a controlli d’idoneità di guida. Tali esami possono essere richiesti anche dal medico del pronto soccorso qualora il motivo di accesso e la valutazione clinica lo richiedano.

In qualsiasi forma, la cessione d’infiorescenze di pianta di Cannabis con livelli di THC superiori a quelli consentiti dalla attuale legislazione, costituisce un reato (Art. 73 della legge 309/90) pertanto ogni paziente deve rendersi responsabile del proprio approvvigionamento personale in accordo con il medico e non è permesso ai pazienti di consociarsi e rendersi responsabili della produzione della propria terapia.

La consapevolezza e la conoscenza di ciò che si sta facendo nell’assunzione della pianta di Cannabis Sativa L. è la più fondamentale delle tutele. Molta documentazione seria è reperibile online. Sapere coscientemente la ragione per cui si sta intraprendendo l’assunzione della pianta di Cannabis è parte di quel processo di ri-normalizzazione che si sta verificando dopo molti anni. Avere dei documenti redatti da parte di professionisti che attestino ciò che è vero ma semplicemente misconosciuto, vi può aiutare in questo difficile processo di consapevolezza. Pretendere non serve a nulla. Con la discussione ed il ragionamento condiviso si ottengono molti più risultati.

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