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Cannabis, al rogo

Cannabis, al rogo

I creatori di una verde “sacra inquisizione”:

Cannabis, al rogo!

Agli inizi del 900 c’era una pianta ben nota a tutti, la Canapa. Da questa importante risorsa venivano prodotti carte, tessuti, carburanti, plastiche ecc. Nell’America di quegli anni si stava svolgendo una subdola competizione tra industria e agricoltura. I mercati potenzialmente accessibili da ambo i lati erano enormi. Dal punto di vista agricolo, c’era una corsa allo sviluppo di nuova tecnologia che potesse aiutare l’uomo nella trasformazione della Canapa.

È nel settore chimico-industriale, quindi, che risiedono i creatori della Sacra Inquisizione di una pianta. Nascondendosi dietro un “motivo benevolo per la popolazione” hanno raggiunto l’obiettivo di spazzare via il loro principale concorrente di mercato. La Canapa o, come l’hanno spregevolmente ribattezzata, la Marijuhana. I profitti dovevano essere assicurati. Un’espediente doveva essere forgiato.

A quel tempo c’era una fabbrica petrolchimica, la DuPont, tra i leader nazionali del settore petrolchimico, lautamente finanziata da Andrew Mellon, un banchiere che si trovava a capo della Gulf Oil Corporation. Quando il presidente T. Harding fece A. Mellon Segretario del Tesoro, costui era considerato l’uomo più ricco di America. Negli anni ’20 furono suoi i contributi che permisero a DuPont di rilevare la General Motors come “premio” per aver sviluppato dei nuovi carburanti chimici e un procedimento rapido ed economico per trattare la polpa della carta. L’azienda DuPont ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel 1802 come manifattrice di polvere da sparo rifornendo la metà di tutte le commesse dell’esercito statunitense, la sua evoluzione vide la registrazione del brevetto per il Cellophane, Naylon, Dacron e molti altri materiali sintetici. Era così diventato il maggior player petrolchimico americano. La Canapa rappresentava ancora un “rischio di mercato” ed è in questo momento che compare tra i nostri protagonisti il sig. Hearst, tra i maggiori clienti di DuPont, da lui comprava la polpa economica per fare la carta dei suoi giornali. Questa carta aveva rimpiazzato quella più pregiata, fatta in fibra di Canapa. La qualità scadente si denotava in un precoce ingiallimento della stessa. Il giornale di Hearst, inoltre, era famoso per le sue idee radicalmente conservatrici, a tratti, persino offensive. Grazie al supporto indiscriminato di qualsiasi causa proibizionista da parte di Hearst, la collaborazione d’interessi era iniziata. L’apice fu raggiunto quando il nipote di Mellon, Henry Aslinger, fu posto a comando del Beureau of Narcotics. La propaganda fu così roboante che ebbe successo. Il Marijuana Tax Act del 1935, preparato in segreto per due anni, aveva decretato la sconfitta della Canapa. Il petrolchimico era al sicuro. Il resto è storia. E voi siete davvero sicuri che quella in cui vi trovate sia effettivamente la “migliore possibile” per voi stessi?